Piede piatto pronato

Anche se a tre anni di età il piede, nella prevalenza dei bambini, può apparire piatto, con il tempo il suo corretto utilizzo nella marcia e nella corsa induce la comparsa di un normale arco plantare.

Per questo oggi si dà meno importanza a rilevare un piattismo nel piede pediatrico, mentre è di fondamentale importanza valutare se vi è un corretto allineamento del calcagno o un calcagno valgo espressione della anomala pronazione del piede.

Quando facciamo correttamente il passo a quattro tempi il piede, durante la fase di contatto a terra con il tallone e nella prima fase di appoggio, è pronato; poi nella parte media e finale della fase di appoggio, fino alla fase propulsiva di spinta, il piede è supinato.
Da questo si deduce che l’esecuzione corretta del passo consente al piede un lavoro ottimale, con corretta alternanza di pronazione e supinazione.

In base allo sviluppo dell' arco plantare possiamo avere:

Piede piatto valgo

È presente una marcata riduzione della volta plantare, ben evidente al podoscopio, valgismo del calcagno e abduzione dell’avampiede.

Piede cavo valgo

Si tratta di una variante clinica in cui la volta plantare, al podoscopio, è accentuata, ma è marcato il valgismo del calcagno. Più frequente nel sesso femminile, si associa spesso alla presenza di osso scafoideo accessorio e strabismo rotuleo convergente. Con il tempo, se non trattato, può evolvere in lassità mediale e, per cedimento della volta plantare, si trasforma in piede piatto valgo.

Fondamentale distinguere il piede pronato funzionale da quello morfologico. Per effettuare tale distinzione si valutano le caratteristiche del cammino e i test funzionali che ci permettono di capire se , ad esempio nella stazione sulle punte il piede ha una buona capacità di correggersi.

Riassumendo, nel piede pronato morfologico si ha una buona correggibilità ai test funzionali; mentre nel piede pronato funzionale tale correggibilità è parziale. Dato che il piede evolve spontaneamente verso la normalità non si parla di prevenzione o scarpe preventive, ma si raccomandano solo scarpe fisiologiche.

Da tempo il valore del plantare come terapia è stato molto messo in discussione. Al massimo, in piedi molto problematici, può rivestire un ruolo di comfort del piede e quindi deve essere sempre leggero, flessibile all’avampiede e non fonte di lesioni cutanee.

Il piede è un organo di moto e la sua corretta maturazione è legata alla corretta esecuzione del moto stesso. Pertanto si deve porre attenzione al peso e alle capacità motorie del bambino che deve essere correttamente educato.

Di fondamentale importanza è anche il gioco: correre, saltare, camminare scalzi su terreno accidentato, saltare la corda, andare a zoppino rappresentano un ottimo modo di educare il piede.

Se intercettata in epoca utile, dai 6-7 anni di età, la pronazione può essere corretta con un programma di esercizi mirati alla acquisizione del passo a quattro tempi e delle varie andature; alla correzione dell’assetto del retropiede, al raggiungere l’equilibrio in monopedastazione e all’allungamento del tricipite surale-tendine di Achille.

Prima dei 10 anni di età è scarsa la percentuale di bambini affetti da piede pronato funzionale che manifestano dolore.

Talvolta nelle forme persistenti, intorno ai 10 anni di età, in occasione del rapido accrescimento puberale e dell’aumento di attività sportive, iniziano a comparire dolore con malessere e dolorabilità sul bordo interno del piede.
L’indicazione alla correzione chirurgica si pone quando il piede pronato ha scarsa correggibilità ai test funzionali anche in assenza di dolore, non ha risposto al trattamento riabilitativo e, ancor più, se è sintomatico con facile stancabilità, plantalgia, talalgia.

Negli ultimi quaranta anni le indicazioni alla scelta del trattamento chirurgico sono molto aumentate, anche per evitare le problematiche del piede pronato in età adulta, come sintomatologie dolorose (talalgia, plantalgia, metatarsalgia), alluce valgo, disfunzione del tibiale posteriore e precoce comparsa di artrosi della sottoastragalica.

La correzione si ottiene con l’intervento di riallineamento astragalo- calcaneare: la nostra scelta più recente è l’ utilizzare la Vite RSB CalcaneoStop riassorbibile che si posiziona nel pavimento del seno del tarso: la testa della vite rimanendo nel pavimento del seno del tarso svolge la sua funzione di interposizione, interferenza allo scivolamento astragalo-calcaneare.
Dagli anni duemila ormai si utilizzano sistemi endosenotarsici ed esosenotarsici riassorbibili che non hanno bisogno di successivi interventi di rimozione, con metodiche facili, a basso rischio di complicanze e con risultati ottimali.

Pertanto un piede piatto valgo grave trattato chirurgicamente recupera totalmente sia l’allineamento del retropiede sia la conformazione plantare.

Quadro clinico podoscopico di un piede piatto valgo grave prima dell'intervento chirurgico

Quadro clinico podoscopico del piede piatto valgo grave operato a tre anni dall'intervento chirurgico


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21/04/2020 - Training tenuto dal Dottor Alessandro Pagliazzi in collaborazione con Limacorporate S.p.A.

Trattamento del piede piatto pronato con la vite RSB Calcaneo stop

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